Esecuzione in Prima Assoluta
Tendenze di NUNZIA BINETTI
A me basta un cielo di vetroo di carta, su cui poggiare il viso
purché sia cielo
e mi basta una secca di rami, non vera
in graffiti, dove fissare, a tempo, il nido di passero
che sono.
Non scorgi azzurri se dimori ombrosi sempreverdi.
Legare, devo, legare i polsi a nuvole
cercando il volo prima che mille cipressi
ardiscano straziarmi, cadermi addosso
come pietre sepolcrali;
immenso è il timore del buio
quella sparsa di nero su orizzonti
indecifrabili.
Non solo suoni di NUNZIA BINETTI
Abbàssati di mezzo tono
quando m’immusichi e mandami
segni diversi, non solo suoni d'articolata bellezza.
Tornami brivido lungo la schiena
in questo spazio aperto al seme del nulla
dov’è quadro privo di immagini ogni memoria.
Avverto
odori aspri in un fluido traffico d’anime e menzogne
quello dell’erbe divelte appena, però,
più regge il confronto
di noi due che fummo
quel tintinnio veloce di corde sul violino
il mento spinto debolmente sul suo legno
un voltarsi di spalle all’orchestra
di un’ opera d’arte il disperato, mal riuscito
tentativo.
Ramin Bahrami
Bach e Bahrami che magia
"Un mago del suono
un poeta della tastiera"
Il Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari ha accolto,
sabato 21 gennaio, il giovane pianista iraniano Ramin Bahrami, considerato il maggior interprete a livello mondiale della musica di Johann Sebastian Bach.
Un’atmosfera gradevole sottolineata dallo stesso Bahrami che ha espresso il suo grande piacere nell’essere ospite di un Conservatorio tanto prestigioso, e soprattutto una sincera ammirazione per il grande entusiasmo profuso che, ha ribadito più volte nel corso dell’incontro, serve a tener salde l’ispirazione e l’amore per la musica.
Una musica che vede in Bach un autore di assoluta modernità, che possiede con l’Italia una serie di legami stretti e indissolubili. Si può considerare Bach un musicista tanto moderno al punto da esser stato capace di esprimere in maniera compiuta e razionale nella propria musica il concetto di “ democrazia” o globalizzazione che dir si voglia espresso compiutamente in una semplice Fuga a quattro voci, dove ciascuna di esse, pur mantenendo intatta la propria indipendenza, è capace di dialogare con le altre.Un’ammirazione sconfinata, quasi sacra è quella che lega il maestro alla musica di Bach, quando esegue una musica, quella di Bach, che nasce nel silenzio, muore nel silenzio e va oltre i confini del tempo e dello spazio. A suggellare questa idea atemporale della musica bachiana, un’esecuzione di rara perfezione dell’Aria tratta dalle 32 Variazioni Goldberg, che ha visto Bahrami esibirsi al pianoforte per la delizia di tutti i presenti.
La conferenza concerto è proseguita con una discussione sul legame tra Bach e Scarlatti a confronto, scelti dal maestro per rendere omaggio al 150° Anniversario dell’Unità di Italia, sottolineando i punti di incontro ma anche le profonde diversità.
A conclusione dell’incontro Ramin Bahrami ha esortato i giovani musicisti a perseverare con tenacia e costanza, ricordando l’esperienza personale di un giovane esule dalla propria terra che ogni giorno, nella musica di Bach, trova conforto e ispirazione.
"Un mago del suono
un poeta della tastiera"
Il Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari ha accolto,sabato 21 gennaio, il giovane pianista iraniano Ramin Bahrami, considerato il maggior interprete a livello mondiale della musica di Johann Sebastian Bach.
Un’atmosfera gradevole sottolineata dallo stesso Bahrami che ha espresso il suo grande piacere nell’essere ospite di un Conservatorio tanto prestigioso, e soprattutto una sincera ammirazione per il grande entusiasmo profuso che, ha ribadito più volte nel corso dell’incontro, serve a tener salde l’ispirazione e l’amore per la musica.
Una musica che vede in Bach un autore di assoluta modernità, che possiede con l’Italia una serie di legami stretti e indissolubili. Si può considerare Bach un musicista tanto moderno al punto da esser stato capace di esprimere in maniera compiuta e razionale nella propria musica il concetto di “ democrazia” o globalizzazione che dir si voglia espresso compiutamente in una semplice Fuga a quattro voci, dove ciascuna di esse, pur mantenendo intatta la propria indipendenza, è capace di dialogare con le altre.Un’ammirazione sconfinata, quasi sacra è quella che lega il maestro alla musica di Bach, quando esegue una musica, quella di Bach, che nasce nel silenzio, muore nel silenzio e va oltre i confini del tempo e dello spazio. A suggellare questa idea atemporale della musica bachiana, un’esecuzione di rara perfezione dell’Aria tratta dalle 32 Variazioni Goldberg, che ha visto Bahrami esibirsi al pianoforte per la delizia di tutti i presenti.
La conferenza concerto è proseguita con una discussione sul legame tra Bach e Scarlatti a confronto, scelti dal maestro per rendere omaggio al 150° Anniversario dell’Unità di Italia, sottolineando i punti di incontro ma anche le profonde diversità.
A conclusione dell’incontro Ramin Bahrami ha esortato i giovani musicisti a perseverare con tenacia e costanza, ricordando l’esperienza personale di un giovane esule dalla propria terra che ogni giorno, nella musica di Bach, trova conforto e ispirazione.
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