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ROTA e FELLINI



Sulle musiche legate al circo si giocò il sodalizio fra Fellini e Rota

“Se non fossi riuscito a sostituire le musiche tanto care a Federico, legate al mondo del circo e a Chaplin, probabilmente il nostro sodalizio sarebbe finito sul nascere. Al contrario la nostra amicizia e collaborazione non si sono mai interrotte. Non è che Federico sia insensibile alla musica, è che ne rimane troppo colpito”. 

Fellini, incantato dal dono rotiano di vivere letteralmente dentro la musica tutto il tempo, così replica: “Tu caro Nino, quando scrivi musica sei capace di ascoltare la radio e sentire un suonatore ambulante che fa il suo concerto. Io invece voglio essere come un cane che vaga tra i cartocci e li annusa qua e là senza seguire nessuna regola. E non voglio essere imbrigliato dalla perfezione in nessun modo, è per questo che la musica mi incupisce, perché rappresenta la perfezione”.
Frammento di una conversazione fra Nino Rota e Federico Fellini, in cui il regista racconta all’autore delle colonne sonore dei suoi film più celebri, il rapporto combattuto con la musica. Il dialogo pubblico fra i due avvenne dai microfoni di “Voi ed io”, la trasmissione affidata da Radio2 proprio a Nino Rota. Il musicista conversava con figure di spicco della cultura e dello spettacolo italiani con acuta, incantevole brillantezza. E fra questi anche Fellini.
Nel corso della conversazione con Fellini, Rota ricorda il loro primo incontro per la colonna sonora dello “Sceicco bianco” e, in particolare, sottolinea il fatto che lui era ampiamente già noto in Europa avendo firmato oltre 50 colonne sonore, mentre Fellini era un esordiente, e come tale gli chiese di sostituire i suoi immutabili amori musicali, la circense “Marcia dei gladiatori” e “La Titina”, con temi originali.
Cinque minuti di quella chiacchierata si possono ascoltare nel file audio proposto da
Repubblica mentre l’integrale di 40 minuti è stato proposto alla Scala di Milano dal 3 al 5 dicembre 2011, per le celebrazioni del centenario della nascita di Rota. E questi cinque minuti apriranno il 9 ottobre 2011 all’auditorium “Caruso” di Torre del Lago il 28° “Viareggio-Europacinema”.

Pianoforte che passione !!! Lo STUDIO del repertorio Clavicembalistico

Secondo Seminario
Domenica 17 gennaio 2016
 Master di 6 Seminari sui Fondamenti di Tecnica Pianistica  
Dalle ore 9,00 alle 21,00 si affronta lo STUDIO del repertorio Clavicembalistico in questa terza domenica di gennaio che affronta i Compositori Europei dal 500' al 760'.

Come si affrontano le difficoltà tecniche di una Sonata di SCARLATTI o il contrappunto di una Canzone di FRESCOBALDI o una Toccata di PICCINNI ecc.
1) Non è il solito Master! Quello che propongo è un modo di affrontare le difficoltà tecniche che presenta la polifonia.
La preparazione tecnica, l’analisi melodica, armonica, fraseologica, strutturale e timbrica.
2) La gestione temporale: come ottimizzare il tempo per realizzarlo, senza perdersi nei meandri delle ''varianti''?
 
3) L'apprendimento mnemonico: memorizzazione armonico-funzionale - è una fase metodologica fondamentale per la conoscenza consapevole, lucida ed informata del brano.
4) La didattica ed il repertorio: quale repertorio costruire per un concerto o concorso?
Ecco cosa vi aspetta!!!
Avviso ai partecipanti: munirsi di tutti i dubbi irrisolti, libri di Tastieristi, Virginalisti, Spinettisti e Clavicembalisti di tutta l'Europa

Associazione Culturale HaMaDeuS sita in Via Caldarola 38/M, Bari
e la serata terminerà con il vs. Concerto alle ore 20,00 con consegna degli Attestati
Prenotarsi entro le 16,00 di sabato 16 gennaio al 080.5559019 - 348.4109599
 

Pianoforte che passione!!! Lo STUDIO ed il meccanicismo

     Primo Seminario  

 20 dicembre 2015 

1) Non è il solito Master! Quello che propongo è un modo di affrontare le difficoltà tecniche che presenta uno STUDIO.
La preparazione tecnica, l’analisi melodica, armonica, fraseologica, strutturale e timbrica. In musica uno studio è una breve composizione musicale, concepita a scopo didattico, che serve a esercitare un particolare aspetto della tecnica (ad esempio le scale musicali, la diteggiatura, il legato, lo staccato, gli arpeggi, le ottave, i trilli, ecc.), ma con un significato musicale che trascende la meccanica ripetizione in formule, a volte si cela anche sotto il termine di Preludio usato da Bach nel Clavicembalo ben temperato che sarà approfondito nell'incontro del 21 febbraio 2016, o come alcune Sonate di Scarlatti nell'incontro del 17 gennaio.
2) Metodo di STUDIO dello studio: non condizionato ai principi relativi di una determinata scuola pianistica, questo Seminario verte a far meglio comprendere le dinamiche dell’apprendimento in riferimento al metodo di studio, congiunto ad una conoscenza accurata del brano e all’esercizio di una sua efficace preparazione.
3) La gestione temporale: come ottimizzare il tempo per realizzarlo senza perdersi nei meandri delle ''varianti''?
4) L'apprendimento mnemonico: memorizzazione armonico-funzionale - è una fase metodologica fondamentale per la conoscenza consapevole, lucida ed informata del brano.
5) La didattica ed il repertorio: quali sono gli studi o metodi formativi, dai primi approcci alla tastiera, alla scelta di studi da concerto o concorso?
Ecco cosa vi aspetta!!!
Avviso ai partecipanti: munirsi di tutti i dubbi irrisolti, libri di STUDI vecchi e attuali, carta da musica, matita e gomma.
Metodi e Studi di: Czerny, Duvernoy, Longo, Cesi, Pozzoli, Chopin, Brahms, Debussy, Bartok, Cramer, Clementi, Heller, Jensen, Alkan, Henselt, Hummel, Kessler, Mocheles, Saint-Saens, Ravina ecc. ecc. giusto citarne alcuni perchè ve ne sono ancora tanti.
Dalle ore 9,00 vi aspetto presso la sede dell’Associazione
Culturale HaMaDeuS sita in Via Caldarola 38/M, Bari
e la serata terminerà con il vs. Concerto alle ore 20,00 e gli  

AUGURI di BUON NATALE e FELICE 2016.
Info: 080.5559019 - 348.4109599

FONDAMENTI di TECNICA PIANISTICA

Finalità e motivazione: Questi 6 seminari vertono ad integrare l'offerta didattica dei corsi tradizionali, e propongono al discente l'approfondimento della conoscenza di alcuni rilevanti aspetti tecnici, storici, analitici e concettuali delle discipline musicali, con particolare attenzione per le nuove metodologie elaborate nell'àmbito dei diversi settori della ricerca musicologica.
In ogni incontro si affronteranno le problematiche che si presentano al discente dall’approccio tecnico di un brano di musica alla sua realizzazione:
la preparazione tecnica, l’analisi melodica, armonica, fraseologica, strutturale e timbrica, la gestione temporale, l’apprendimento mnemonico e l’acquisizione del repertorio sia solistico che da Camera.
Non condizionato ai principi relativi di una determinata scuola pianistica, questo studio ed analisi metodologica sono volti a far meglio comprendere le dinamiche dell’apprendimento in riferimento allo studio di tutto il repertorio, congiunto ad una conoscenza accurata del brano e all’esercizio di una sua efficace preparazione.
La memorizzazione armonico-funzionale - è una fase metodologica fondamentale per la conoscenza consapevole, lucida ed informata del brano.
Attraverso lo studio dei principi grammaticali dell'espressione musicale, si esercita un’approfondita lettura del testo musicale, sotto il profilo della coerenza interna della sua parte "grammaticale" espressiva, partendo dall'analisi delle accentuazioni ritmiche e metriche, di quelle espressive, delle nuance dinamiche ed agogiche della fraseologia musicale, studio e analisi delle tensioni/distensioni armoniche, dell'elaborazione motivica, intonazione espressiva e studio degli intervalli nel contesto, colore armonico, figure retoriche musicali, amalgamarsi al duo o in gruppo da camera.
Domenica 20 dicembre 2015
Lo STUDIO ed il meccanicismo: la tecnica fine a se stessa o applicata al brano?
Domenica 17 gennaio 2016
Lo STUDIO del repertorio clavicembalistico
Domenica 21 febbraio 2016
Lo STUDIO della polifonia bachiana
Domenica 20 marzo 2016
Come STUDIARE gli autori classici
Domenica 24 aprile 2016
Lo STUDIO dei brani romantici
Domenica 22 maggio 2016
STUDIARE un brano Contemporaneo

Gli INCONTRI si terranno presso la Sala Mozart dell’Associazione Culturale HaMaDeuS
Via Caldarola 38/M, Bari
Direzione Artistica prof.ssa Annamaria Cremone

Tutte le seguenti domeniche:
20 dicembre 2015, 17 gennaio 2016
21 febbraio, 20 marzo 2016
24 aprile, 22 maggio 2016
dalle ore 9,00 alle ore 13,30 e dalle ore 15,00 alle ore 19,00 a cui seguirà alle ore 20,00
il Concerto Finale dei partecipanti con consegna degli Attestati di Merito.
Ingresso Libero.

Associazione Culturale “HaMaDeuS” High Music and Dance School
info@accademiadarte.com
www.accademiadarte.com
Info. 080.5559019 - 348.4109599

Master Class di Pianoforte e Musica da Camera Duo Pianistico a 4 mani e 2 pianoforti

Concerto dei partecipanti al Master Auditorium “Dr. Vincenzo Falco” – Palazzo Discanno
Lunedì 7 dicembre 2015 - Ore 20.00
Il giornalista Ugo Sbisà presenta il CD “All – In – One” 

con l’oboista Angelica Soldano che eseguirà
Aforisma op. 18 n. 1 presente nell’album “All – In – One”  (Preludio Records - Mi)
ed in prima esecuzione assoluta il brano inedito Aforisma op. 18 n. 2 dedicato a lei
E-mail: info@associazionesarro.org
Tel/Fax +39 0883 508959 - 340 5845645

Progetto Grafico: Simone Signorile

Masterclass di Pianoforte e Musica da Camera

Sono docente alla MasterClass di pianoforte solistico e musica da camera tenuto dalla Ass.ne Musica Temporis con sede a Pistoia in Via Marino Marini, 4.
Il Master è imperniato sui linguaggi e gli stili dei compositori pianisti dalla nascita delle avanguardie musicali ad oggi.
Come risolvere le problematiche che si presentano dall’apprendimento di un brano di musica classica o contemporanea, attraverso le texture e le notazioni non convenzionali, alla realizzazione sia solistico che nell’ambito cameristico compreso il duo pianistico.
Un excursus storico dal romanticismo tedesco a quello spagnolo percorrendo l’impressionismo francese e la musica moderna italiana, approdando a quella contemporanea americana.

Per maggiori informazioni e iscrizioni entro il 12 aprile tel. al M° Luca Magni +39 3358376304
 o con e-mail   info@musicatemporis.it       villamagni@hotmail.it

Il Master avrà inizio il primo maggio alle ore 9,30

 Domenica 3 maggio il Concerto dei partecipanti avrà inizio alle ore 18,00 con consegna Attestati di Frequenza o di Merito, e sarà preceduto dalla presentazione del cd All - In - One alle ore 17,30.

IL DUO


io e IRENE OLIVER soprano vocals, dopo Gershwin

  L'incontro e l'unione fra due musicisti porta alla nascita di un nuovo mondo.
Interagendosi, rispettandosi, riconoscendosi, perdonandosi e aiutandosi a vicenda, i membri di una coppia raggiungono gradualmente l'armonia, fondono le timbriche ed è la musica a trionfare.

  Un pò ricorda il modo in cui idrogeno e ossigeno, due atomi completamente diversi, si incontrano per creare un nuovo elemento: l'acqua.

  Sono sempre rimasta affascinata dalle sinergie che crea la musica da camera a partire dal duo sino all'orchestra. La fusione tra voce e strumento, tanto per cominciare che sia il pianoforte o un'orchestra non fa differenza, ha del magico, le parole che esprimono i sentimenti tramite le vibrazioni delle corde vocali. Che meraviglia!  
  I giochi sembrano semplici quando il dialogo è fra due strumenti dalle caratteristiche differenti come un violino ed un'arpa. 

  Risulta invece alquanto complicato quando lo strumento è in condivisione come nella coppia pianistica a quattro mani, non solo per gli spazi ristretti con ''invasioni di campo'' ma per le interazioni e agglomerati accordali che, compattando il range dei suoni orchestrali, bisogna stratificare con 20 dita, valorizzando timbriche differenti in un solo strumento. 
  A torto questa formazione viene snobbata dai solisti, colpa anche dell'antico retaggio che destinava il duo a incontri salottieri, appunto ''da camera'' o come passatempo familiare casalingo. Dicevo snobbata perchè si pensa che in coppia ci si possa nascondere dietro l'altro, mentre ritengo che solo con una maturità artistica e psicologica di entrambi i musicisti si possa trasmettere quella magica energia.

Nella mia vita musicale cominciata a 10 anni  ho suonato spesso in diverse formazioni, ho accompagnato musicisti di violino, clarinetto, tromba, violoncello, soprano, flauto, sassofono ecc. ma il duo pianistico mi ha letteralmente rapita, intendo il duo a quattro mani perchè quello a due pianoforti pur non disdegnandolo, non mi diverte. E' proprio sgomitando e respirando con l'altro musicista che vivi in simbiosi tutto il concerto.
   Voglio ringraziare tutti i miei quattromanisti per aver condiviso un periodo di vita in preparazione e realizzazione di un concorso o un'esibizione e anche per aver acquisito tanta esperienza e ...repertorio (in ordine di ''accoppiamento''dal 1967 ad oggi): 
Adriana De Serio, Margherita Porfido, Patrizia Garganese, Rosamaria Carboni, Gerlando Dalfone, Rosa Azzaretti, Annamaria Cremone, Maria Teresa Romanazzi, Milena Bruno, Nilla Pappadopoli, Antonella Gisotti, Antonio Traficante, Florinda Calvanese, Daniele Adornetto,
Domenico Bruno..... 


IL PIANISTA CONTEMPORANEO

CONSERVATORIO di MUSICA "N. PICCINNI"di BARI
Dipartimento di Strumenti a Tastiere e Percussioni


ROBERTO ANDREONI  Tiny Little Polar Blues (cantilena per un’amica) 



Prima Esecuzione Mondiale






SELIM MAHAREZ 











FEDERICO  BISCIONE
Previsioni del Tempo (tre quadretti metereologici):



Pomeriggio sereno, Freddo all’alba, Arcobaleni mattutini  




PUTIGNANO LORENZO










PAOLA CIARLANTINI En libertè Prima Esecuzione Mondiale




VIVIANO FRANCESCO 










GIANNI GIACOMAZZO Invenzione a due Timbri Prima Esecuzione Mondiale




PARTIPILO ANNAROSA











FRANCESCO DE SANTIS Barcarola








XIZI YANG



































ANDREA MARENA
Sonatina n. 1 Prima Esecuzione Mondiale




PASTORE OTTAVIA VALENTINA 









CELESTINA MASOTTI Quando?
Prima Esecuzione Mondiale




BARILE   GIUSEPPE











PAOLO MESSA
Suite 3 Creaturine Danzanti: Rondò dei criceti,



Sarabanda della tartaruga, Minuetto del pesciolino rosso



Prima Esecuzione Mondiale






PROSCIA DOMENICO










LUIGI MORLEO
Solidarietà – NO LIMIT Prima Esecuzione Mondiale




ROSELLI  MILENA











BIAGIO PUTIGNANO 10 Microvariazioni 







MINERVINI GAIA DAMIANA










DAVIDE REMIGIO
Passeggiata Barese
Prima Esecuzione Mondiale




SU TIANYU











NICOLA SCARDICCHIO Preludio Ballata
Prima Esecuzione Mondiale




PARTIPILO ANNAROSA











Punti di Vista: LE DOMANDE GIUSTE

“ci troviamo continuamente di fronte a una serie di grandi opportunità brillantemente travestite da  problemi insolubili“  J.W Gardner

Tutti abbiamo dei problemi. Fin qui siamo d’accordo, però quante persone incontri che ti parlano di soluzioni?
Quante persone durante la giornata ti dicono:  “Sai quel problema che avevo, l’ho risolto!”
Basta trovarsi in una sala d’aspetto o in fila da qualche parte e ti ritrovi fianco a fianco ad un "esperto in problemi". Ne ha di tutti tipi e per tutte le situazioni, spesso per giustificare la propria pigrizia o le sue paure.
L’esperto in problemi analizza le situazioni solo dalla parte delle difficoltà, senza coglierne il lato positivo ... quello che spesso si trasforma in opportunità.
Come ti senti quando trovi una soluzione ad un problema?
Io provo quel brividino di compiacimento per essere riuscita in un obiettivo che ritenevo lontano da raggiungere.
Quindi per trovare la soluzione ad un problema dobbiamo solo porci la domanda giusta.  
Gli esperti in soluzioni sono persone che si pongono le domande, quelle giuste.

In definitiva la premessa è imparare a percepire il problema. Cosa significa? significa vedere il problema come una sfida per ottenere un risultato, un cambiamento, un momento di crescita o imparare qualcosa di nuovo.  
Quindi non più un ostacolo ma un passaggio verso qualcosa. Questo atteggiamento ti predispone ad una lettura positiva della situazione ... sei in grado di entrare in azione piuttosto che rimanere immobilizzato da un ostacolo.
Le domande giuste. Le domande “giuste” sono quelle aperte che stimolano la creatività e la lettura positiva di un evento. Un esempio?:
  • Cosa voglio ottenere?
  • Quali sono le risorse a mia disposizione?
  • Come posso utilizzarle al meglio?
Confrontarti con il problema e leggerlo in chiave positiva.
Ci sei tu con le tue risorse e i tuoi obiettivi e c’è un ponte che devi attraversare per realizzarti.
Agire di conseguenza. L’esperto in soluzioni è una persona d’azione.
Una volta che hai risposto alle tue domande redigi un piano d’azione, il passo successivo è metterlo in pratica ...  provare cioè se quello che hai dedotto funziona, quali saranno i risultati e dove ti porteranno.
Ti stai muovendo verso la soluzione.
Non pretendere la perfezione.Spesso il punto di arrivo è diverso da quello che si immagina ma di sicuro più interessante.
Non perdere tempo a pianificare fino alla perfezione, non concentrarti sulla soluzione perfetta ... ma sulle capacità e il metodo che usi per arrivare alla soluzione.
Questo modo di agire può diventare la tua abitudine quotidiana per portarti verso quello che prima vedevi solo come un ostacolo.
E’ meglio essere un esperto di soluzioni o un accumulatore di problemi?

A proposito di ... IL 900'

Nel corso del secolo scorso, la musica è stata contraddistinta  da notevoli sconvolgimenti.
Cambia il concetto di suono, di melodia, di armonia, di ritmo e di esecuzione.

SUONO
•    al SUONO si contrappone il silenzio ed il rumore che diventano nuova risorsa per i compositori,
•    sono utilizzati tutti i registri utilizzando tutte le dinamiche,
•    nuove sonorità derivano dal colpire, bussare il legno del pianoforte, parti metalliche sfiorate o strappate, cluster con avambracci,
•    il pianoforte viene sfruttato  con naturalezza percussiva,  gli archi si aprono ai monesis, triesis, mobemolli, tribemolli,
•    l’interesse nelle textures, nelle masse sonore, nei singoli suoni, nei timbri e nel loro contrasto, trasformazione e posizione in uno schema di tempo, diventano fonte di nuovi suoni.

  Sono di scena i Futuristi italiani Martinetti e Russolo all’inizio del secolo, ad inaugurare la tendenza che contraddistinguerà tutto il secolo: l’inclusione progressiva nell’universo musicale di ciò che è generalmente considerato rumore.  Più tardi Varèse introduce le sirene in Ameriques, rumori prodotti dalle chiavi del flauto in Density,  Ionisation è per sole percussioni.
  Cage si proponeva di sperimentare l’infinito delle fonti sonore possibili in un terreno abbandonato, in una discarica, di una cucina o di un soggiorno. Tale desiderio lo porta a preparare il pianoforte Sonate e interludi, introducendo corpi estranei tra le corde come elastici, gomme, noci, chiodi, monete, cunei di legno, A Flower per voce e pianoforte chiuso, Water Music dal tritaghiaccio alla pentola a pressione, sino a giungere al famoso e trasgressivo 4’33’’ invitando il pubblico ad ascoltare i rumori dell’ambiente circostante.
  Siamo arrivati a considerare uno sfruttamento dei "margini" del musicale incidendo sugli atti e sui gesti  legati alla musica, una teatralizzazione della musica.
Berio sfrutta nelle sue Sequenze le risorse inconsuete ed insolite degli strumenti e della voce.

  All’indomani della seconda guerra mondiale, le grandi scoperte nella fisica, nell'astronomia, nella matematica, le conquiste geografiche, archeologiche, il progresso tecnologico coinvolgono ampi settori del mondo della cultura e l’invenzione del disco e del magnetofono offre ulteriori idee: si ascolta un suono al rovescio, lo rallenti, lo acceleri, lo misceli ad altri...
  Nel 48’ Schaeffer con Etude aux chemin de fer  apre la musica a territori inesplorati: è l’avvento della musica concreta che in seguito sarà ribattezzata elettroacustica ed ancora acusmatica termine ispirato a Pitagora che sottolinea come il fruitore sia invitato ad ascoltare una musica di cui non vede la fonte (da non confondere con quella elettronica).
  Stockhausen con Gesan der Junglinge del 56’e Berio con Tema del 58’.
Infine il passo successivo è ...  il computer. Il computer che affascina chi crede nel connubio tra scienza e ricerca.
  Fuori da questi contesti si pone la musica stocastica ovvero quella musica governata da leggi statistiche con Metastasis, Pithoprakta di Xenakis del 53’-56’.
Boulez concepisce l’ambiente elettroacustico come il prolungamento e l’espansione della scrittura strumentale.  Coinvolge un’ingegnere italiano a costruirgli la 4X che trasforma,  in tempo reale, i suoni strumentali in suoni elettronici Repons  e in …Explosante-fixe… per flauto Midi e orchestra da camera, fa partire gli eventi elettronici quando riconosce nella parte solista dei segnali, anche Sur Incises per pf. arpe e percussioni 1996-98 ...  "La musica è un’arte non espressiva".



MELODIA 
    la MELODIA deriva da molte fonti, diverse dal sistema  tonale, come la: 
  • pentatonica, esatonale, scale modali,sistema dodecafonico, scale ottatoniche; 
  • sistemi di origine etnica  provenienti dall’Arabia, dai paesi slavi , balinesi, africani, cinesi....
  • tende ad evitare la triade, con stretti e/o ampi intervalli, come la II minore la VII maggiore
  •  la "forma" della linea melodica procede a zig-zag, piuttosto frastagliata, ascendente e discendente, spesso, per niente "cantabile"
  • la melodia non viene poggiata  dalle progressioni armoniche, la dominante e la tonica perdono l’antica funzione di tensione e risoluzione, ma si avvale della presenza di appoggiature, di accordi tonali, individuali
  • mancanza di disegni simmetrici e di frasi antecedenti e conseguenti, o relazioni a sotto frasi e  a frasi consequenziali,
  •  la melodia può effettivamente trarre la sua identità e impulso da un motivo ritmico
  •  spesso si rivela imprevedibile, irregolare, atematica e asimmetrica.


ARMONIA
  •  presenza di un maggiore  cromatismo all’interno delle tonalità,
  • cadenze dominante-tonica evitate,
  • un maggiore utilizzo di accordi alterati tritoni (IV aumentate- V diminuite) con tonalità dal carattere indebolito da schemi diatonici e triadi, 
  • priva di regole armoniche, con pentatoniche, triadi nella stessa tonalità,
  • bitonalità o suonare insieme due accordi o schema tonale dalle differenti tonalità,
  • armonie trasferite, triadi che si muovono in progressione, ma non all'interno di una specifica tonalità,
  • accordi cluster (da tre a più note contigue) o note aggiunte che tendono a mascherare una specifica tonalità, 
  • quartali e quintali o accordi e schemi tonali costruiti con quarte e quinte, 
  • ottave dispiegate e separate lungo l’ampia gamma della tastiera, in modo da oscurare la tonalità e portare all’ 
ATONALITA’

  •  con assenza di un centro tonale,
  •  l'uso di tutti i 12 suoni in poche misure del brano,
  • i 12 suoni oltre che nella forma originale, vengono permutati in forma inversa, retrograda e  retrograda-inversa, in tutte le 12 toniche, anche in serie parziali,
  • estensione della serie ad altri elementi mus. come i valori, registri, dinamiche, articolazioni,
  • suoni che vengono combinati in rapporti di intervallo più dissonanti come VII maggiore, II minore, IX, tritono,
  • progressioni di accordi che non portano dalla tensione alla risoluzione, anche se si ascoltano e si sentono.     
 F. Liszt con Nuages gris 1881 e Bagatelle, sans tonalitè 1885 già instabilmente tonali, R. Wagner, E. Satie che vent'anni prima della Harmonielehre di Schoenberg  utilizza le sonorità degli accordi per quarte nel I Atto di Le Fils des étoiles 1890-92, A. Schoenberg compone i Tre pezzi per pf op.11 radicalmente atonali e le op.23/24/25 composte nella "tecnica seriale "qualcosa che avrebbe garantito la supremazia della musica tedesca per i prossimi cent’anni, i suoi allievi A. Berg e A. Webern, e anche J. Brahms, R. Strauss, A. Scriabin si staccano dalla tonalità pensando di organizzare la loro musica intorno ad un "accordo mistico" costituito da intervalli di quarta Sonata n°9 del 1913, le rivoluzioni di C. Debussy con il suo Iberia 1908 ed i suoi due libri di Preludi 1910-13, M. Ravel conquista nel 1907-08 con la Rhapsodie espagnole e Ma mére l'Oye, B. Bartók con i suoi idiomi nazionali folklorici, propone il suo stile personale dal 1908 studiando i canti popolari ungheresi e rumeni, A. Casella, G.F. Malipiero, I. Stravinskij, F. Busoni, C. Ives con la Concord Sonate datata 1909-15, P. Boulez,  O. Messiaen. 


RITMO

• uso di metri irregolari 5/4, 7/8, ecc. con cambi frequenti durante la composizione,
• uso di tempi irregolari come 8/8, 10/8, 11/8, 15/4 ecc.
• due o più ritmi simultanei creando poliritmicità,
• schemi  ritmici ripetuti con accenti spostati,
• gruppi di schemi ritmici con metri differenti nelle stanghette spostando gli accenti,
• ritmi jazz e/o blues, sincopi,
• figure ostinate con influenze etniche,
• brani senza misure, assenza di stanghette,
• battute misurate ma libere con largo uso di accelerandi e ritardandi.


B. Bartók, studioso della musica popolare dell'Europa orientale e del Medio Oriente fu uno dei pionieri dell'etnomusicologia. L'incontro con Z. Kodály influenza il suo stile e insieme raccolsero musica popolare magiara improntata su figure ritmiche di matrice folklorica. La sagra della primavera (1913) di I. Stravinskij contiene  frequenti esempi di poliritmia ed alcuni esempi di bitonalità.

 

RICHIESTE ESECUTIVE

• legende esplicative per la dinamica, la durata, segni d’articolazione,
• sintassi extramusicali,
• combinazioni di cluster bianchi e neri alternati ad accordi convenzionali per ammassare sonorità,
• uso di dita, mani, avambracci per eseguire cluster, unghia o polpastrelli per corde
• uso inappropriato del legno del pianoforte, delle corde e pf. preparato,
• note in box con effetti aleatori,
• improvvisazioni pilotate.