ELEZIONI COMUNALI 26 e 27 MAGGIO 2013



MODUGNO DEMOCRATICA VERDI

MASOTTI CELESTINA ~ Insegnante Conservatorio

Già CANDIDATA al CONSIGLIO COMUNALE 2011
 Le prossime elezioni amministrative a Modugno sono l'approdo di almeno dodici anni di occupazione illecita della pubblica amministrazione per mano di un sodalizio criminale.

MODUGNO Ricomincia con me!!!
ti aspetto il 26 ed il 27 maggio 2013


Lago Salato Tuz Gölü


Se vuoi fare presto viaggia da solo, ma se vuoi andare lontano fatti accompagnare.
  (antico proverbio africano)

Coraggio!!!


Il coraggio è a ragione considerato la prima delle qualità
umane, perché è quella che garantisce tutte le altre”.      
 Winston Churchill

Ho incontrato NINO ROTA in via Sparano


di Alberto Selvaggi


Tutto sembra fuorché un prodigio il trasudare di note rotiane dalle pareti del Conservatorio Piccinni. Nino, che è morto, di notte echeggia vivo, la sua musica riempie la voragine che sottende lo spirito, la musica che come il silenzio è eloquente espressione dell’inesprimibile. Rota ha composto, mangiato, dormito nell’edificio di via Cifarelli: e per questo ha lasciato, abitatore dei sogni, cultore d’ermetismo ed esoterismo, molta della sua quintessenza. Si ascolta il pianoforte andare e venire, melodie del genio che si è fatto Padrino, Napoli milionaria, Amarcord, La dolce vita, Viva la pappa col pomodoro, oratori, brani cameristici, sinfonie, balletti, opere liriche. È il tocco di un tenore di grazia dallo sguardo bambino che ha cambiato il volto di Bari quanto Croce e Piccinni.

Tanti hanno sentito nascere le colonne sonore che ascoltiamo nella saga di Coppola come nelle pellicole di Eduardo, Visconti, Fellini: nella sua dimora a Torre a Mare, nella casa-ufficio in Conservatorio, a Poggiofranco ospite dei Giannelli, nell’appartamento di piazza dell’Odegitria, o a Monopoli dove depose la sua costola adamitica. Tanti amici, devoti, allievi celebrano il milanese concittadino dallo scorso dicembre, centenario della venuta in terra. E, se lo tenete presente nel cuore che è il vostro udito, vi accorgerete che abita ancora qui, come dal ’39, dopo il biennio tarantino, al ’79, anno della dipartita.

Trotterella lieve e intraducibile lungo corso Sonnino. Tiene una borsa di pelle nera contenente soltanto fogli di musica, penna, matite. Franco Ruggiero, suo vice al Conservatorio che guida e nel quale era approdato quand’era Liceo, lo incontra, lo ferma: «Ma, non vieni alla cerimonia alle 10?». Il suo sguardo si cristallizza, proietta una gragnola di note dietro alle spalle dell’interlocutore in affresco: è un germe che svilupperà nel chiasso del Saicaf su un tavolino: «L’avevo dimenticato, mi cambio d’abito e arrivo». Campione del riciclaggio «anche dai miei brani stessi» convive con un persistente flusso creativo. Pranza con l’amata signora Giannelli, «zia Prudenzina», amica custode di sua madre Ernesta. Distende le mani sulla tastiera per diminuite: «Ti piace?» domanda alla donna digiuna di contrappunto e armonia. «Mi commuove, Nino». «Si può far di meglio», oppone il maestro e sodale Michele Marvulli, suo ex studente di composizione e poi direttore, artifex dell’eccellente scuola pianistica pugliese. Rota sorride: «Farò come deciso da zia Prudenzina».

Prove d’ammissione per pianoforte al Piccinni, 1957. Un privatista dalla mascella quadra e i capelli corvini si presenta emozionatissimo alla commissione presieduta da Nino. «Le diamo il massimo in tutte le materie» lo benedice l’omino alato alla fine. L’allievo, uno fra i 300, ringrazia portandosi il nome di Riccardo Muti nella sua Molfetta: «Per me Rota da quel giorno è stato il Maestro, non un maestro», ricorda a denti distesi.

Tutti i grandi si lasciano una voce dietro e continuano a vivere negli eredi. Nicola Scardicchio, discepolo, fa parte del comitato scientifico dell’Archivio Nino Rota, Fondazione Cini in Venezia. Pierluigi Camicia, altro apostolo del Candide. Il docente in pensione Franco Giannelli. I residenti di Torre a Mare, oasi per la quale compose un inno: «O passeggero che vai cercando pace / lungi dal fremito della città…». Gli studenti poveri per i quali inventava borse di studio che finanziava col suo denaro in segreto. E i passanti che lo salutavano mentre sfilava a braccetto per via Sparano con Lina Wertmüller, Eduardo De Filippo, Franco Zeffirelli, Arturo Benedetti Michelangeli, che obbligò a suonare gratis per i suoi studenti al Petruzzelli. Portò a Bari tale Sviatoslav Richter. Per un soffio non offrì l’amato riso patate e cozze anche all’amico Igor Stravinskij, costretto da un malore a mancare il concerto della Fondazione Piccinni. Per cui continuò a cenare alla Panca da Nanuccio, al Sorso Preferito, Gatto Verde, Marc’Aurelio con docenti e allievi. Tanto, per un individuo simile, Leonard Bernstein, Carla Fracci o un trombonista di Bitetto faceva lo stesso. 

COMUNQUE op. 25 n. 3

 Tu che non sai parlarmi d'amore
per timidezza o per voluttà.
Tu che non sai riempire ogni vuoto
della mia anima e della mia mente.
Tu che non sai cos'è il desiderio
la sensualità in un bacio o la pacata dolcezza.
Tu che non sai fermare il tempo
con la passione che nutre gli amanti.
Tu che non hai la freschezza
di una giovane allodola.
Tu che non hai lo splendore
di una calda notte di luna piena.
Tu che non sai darmi conforto
nei lunghi affanni di questa vita
e che COMUNQUE io
... ti voglio ancora!

ANNIVERSARIO op. 25 n.1

Pozzanghere di blù
rubate all'immenso cielo
e i nostri passi a cercare
la sincronia ridendo.
E' il mare
come un'antica lavandaia
sbatte sugli scogli
a ricordarmi una ragazza
dallo sguardo smarrito e basso.
Nella vaga ansietà
di un giorno pieno di sole
preciso riapparve
il sentiero della vita.
Oggi è ancora nuovo
intatto, lucente e
si acuisce di sensazioni rare.
Rinasce con forza
una travolgente passione
dalla scheggia sulla roccia.
Nella mia anima
è disegnata la tua figura,
dolce costante visione.
Il cuore che batte
nell'inebriamento, ed in esso
sono nati
la divinità e l'ispirazione,
la vita e le lacrime,
la forza, l'amore.
Una terra calda
di essenze selvagge che
s'assopisce al canto di grilli.
Un altr'anno si è aggiunto
a quelli sin'ora vissuti,
anni pieni di gioia,
di sottili pene d'amore,
anni pieni di sogni
nascosti nel buio della memoria,
anni di mute speranze.
Sei tu le labbra
che hanno dato vita alla risata,
frazioni di purezza
senza fine.
Sei tu splendore solare
della neve.
Sei tu il gabbiano
che ha fatto cadere
la bacca sull'isola lontana,
scoprendo che ogni cosa è vera.
Siamo amanti e siamo soli,
costruiamo sogni traendoli dall’amore.
Siamo vagabondi e siamo santi,
figli dell’incontro fortunato.
Sei tu e sono io, oh!
vorrei che tutto
fosse più semplice.
Ma non parlare più,
cuore che pulsi nel mio petto ansioso,
godi la purezza del pulcino
che saltella e pigolando
si rifugia tremolante
sotto le tue ali per nascondersi,
dagli tutto il tuo calore,
portalo con te per sempre e
gli anni passeranno ancora,
veloci e inesorabili.
Ma, ai margini di essi,
sempre affiorerà alla mente
un ricordo dolcissimo
sapere il nome di un amore
che vivrà per sempre.





VERRO' A SVEGLIARTI op. 25 n. 2


Verrò a svegliarti,
mentre dormi in un mare d'erba
stupendo fiore di questa tortuosa vita,
mi chinai, ti colsi
ed al sole mancò il tempo d'appagarsi.
Scacciammo i demoni
e tra i giunchi riposammo,
oggi una nuova stagione
splende in mille fonti
mischiati stanno
destini e fantasie.
Quanto mi piace
disegnare nella mia mente
il tuo volto
che mi sorride
e tutto è come prima
eterna luminosa realtà.
Come potreste staccare
l'onda dagli oceani,
le foreste dai loro eterni silenzi
e l'amore di lei
dalla profondità del cuore mio?
Anche se il cielo
dovesse mutare il suo manto
e gli oceani divenire ghiaccio,
se l'oleandro diventasse
monumento di cenere
MAI ... smetterei
di svegliarti.

CREDERCI op. 24 n. 3

No, non credo più a nessuno,
non m'appartiene più il futuro,
penso ... penso ...
penso a quello che sono stata.
Cosa ho fatto?
Ho amato?
Forse non tutto è inutile
piena d'ansie segrete,
ora ... ora io mi struggo,
basta
con le colpe ignorate che affiorano.
Chi ci salva da noi stessi
chi ci salva dai pensieri
dalle brame represse
dai nostri terrori nascosti.
MA!
Io lotterò
tornerò a respirar la vita.

MASTER CLASS

Associazione Musicale Culturale
“DOMENICO SARRO”
Corso Vittorio Emanuele 188 -
Palazzo “DISCANNO” - TRANI
SarroMusicaEstate2012
CONCERTO FINALE
Master Class
“L'Opera pianistica dal '900 a oggi”
per Solisti e Duo Pianistico
Docente Dott.ssa Celestina Masotti
Auditorium “Dr. Vincenzo Falco” – Palazzo Discanno
Mercoledì 12 settembre 2012 - Ore 19.00

PROGRAMMA
J. Brahms (1897)     3 Intermezzi Op.117
I. Albeniz (1909)     Cantos d’Espana Op.232  Alessia Bozzi
C. Debussy (1918)  Children’s Corner              Annarosa Partipilo            
                               Preludio Canope                Pierpaolo Vilella
O. Respighi (1936) Pezzi caratteristici a 4 mani
                                                                        Linsalata- Partipilo
M. Ravel (1937)     Ma mère l’Oye a 4 mani
                                                                        Savino-Tanzella
A. Casella (1947)   Pezzi infantili Op.35
                                                                        Cinzia Labarile
                              Pupazzetti a 4 mani
                                                                       Linsalata - Partipilo
F. Poulenc (1963)  Villegeoises
                                                                       Domenico Linsalata
J. Cage (1992)        4’33”
                                                                       Alessia Bozzi
                              Metamorphosis n.3
                                                                       Fabio Bellomo
                              In a Landscape
                             A room
                                                                      Domenico Linsalata
                            A room pianoforte preparato
                                                                      Pierpaolo Vilella

Il Master, imperniato sui linguaggi e gli stili dei compositori pianisti dalla nascita delle avanguardie musicali ad oggi.
Come risolvere le problematiche che si presentano dall’apprendimento di un brano di musica contemporaneo, attraverso le texture e le notazioni non convenzionali, alla realizzazione sia solistico che nell’ambito cameristico del duo pianistico.
Un excursus storico dal romanticismo tedesco a quello spagnolo percorrendo l’impressionismo francese e la musica moderna italiana approdando a quella contemporanea americana.

UN' OMBRA op.26

Un'ombra vagava in città
al fragile eco
d'un debole suono lontano,
era un suono che
ricordava lo stormire delle fronde
agitate dal vento e
lo zampillio così lento
d'un rio cristallino.
Quando la città rideva al sole

e la gente ti cerca
tutto lo splendore della tua pelle,
la luna sempre alta nel cielo,
e tutte le stelle come diamanti
e questo strano, strano silenzio
rende tutto più dolce.
Solo, solo un'ombra era rimasta,
spettatrice tra tutte
quelle case d'onice e d'alabastro,
forse aspettava la fine di tutto
o forse una nuova Vita.
L'Angelo dalla pelle nera.

IMMAGINARE




Tu vedi le cose e ti chiedi "Perché"

Io sogno cose che non sono mai esistite e mi chiedo "Perché no?"