martedì 2 ottobre 2012

ANNIVERSARIO op. 25 n.1

Pozzanghere di blù
rubate all'immenso cielo
e i nostri passi a cercare
la sincronia ridendo.
E' il mare
come un'antica lavandaia
sbatte sugli scogli
a ricordarmi una ragazza
dallo sguardo smarrito e basso.
Nella vaga ansietà
di un giorno pieno di sole
preciso riapparve
il sentiero della vita.
Oggi è ancora nuovo
intatto, lucente e
si acuisce di sensazioni rare.
Rinasce con forza
una travolgente passione
dalla scheggia sulla roccia.
Nella mia anima
è disegnata la tua figura,
dolce costante visione.
Il cuore che batte
nell'inebriamento, ed in esso
sono nati
la divinità e l'ispirazione,
la vita e le lacrime,
la forza, l'amore.
Una terra calda
di essenze selvagge che
s'assopisce al canto di grilli.
Un altr'anno si è aggiunto
a quelli sin'ora vissuti,
anni pieni di gioia,
di sottili pene d'amore,
anni pieni di sogni
nascosti nel buio della memoria,
anni di mute speranze.
Sei tu le labbra
che hanno dato vita alla risata,
frazioni di purezza
senza fine.
Sei tu splendore solare
della neve.
Sei tu il gabbiano
che ha fatto cadere
la bacca sull'isola lontana,
scoprendo che ogni cosa è vera.
Siamo amanti e siamo soli,
costruiamo sogni traendoli dall’amore.
Siamo vagabondi e siamo santi,
figli dell’incontro fortunato.
Sei tu e sono io, oh!
vorrei che tutto
fosse più semplice.
Ma non parlare più,
cuore che pulsi nel mio petto ansioso,
godi la purezza del pulcino
che saltella e pigolando
si rifugia tremolante
sotto le tue ali per nascondersi,
dagli tutto il tuo calore,
portalo con te per sempre e
gli anni passeranno ancora,
veloci e inesorabili.
Ma, ai margini di essi,
sempre affiorerà alla mente
un ricordo dolcissimo
sapere il nome di un amore
che vivrà per sempre.